La banda del racconto
Allora ero giovane pure io










INTRODUZIONE

























IO SONO L'ULTIMO
Alfio Pannega poeta della vita e umano testimone

di Antonello Ricci

Chiede scusa per la bocca impastata, non ha più denti. Ma intanto sciorina come acqua fresca i versi di Ugolino che rode il cranio all'arcivescovo Ruggieri.

Reclama la perduta gioventù. Quando si sentiva addosso la forza di un leone. Ma sta narrando l'occupazione del Centro Sociale Autogestito... era il Novantatré... a quasi settant'anni!

Poi ti ammonisce: certo che morire si muore tutti... però... però... e leva alto il suo "però campamo!", l'inno più dolce e indifeso alla bellezza della vita.

Si sente l'ultimo dei Mohicani, Alfio Pannega, mentre racconta di quando si sveglia... ogni mattina... accende la luce da capo al letto... guarda l'ora... “le quattro”... e tu pensi che ora salta su, da un momento all'altro, col vigore di Chingachgook... e invece... sistema il cuscino, si volta di là... dorme fino alle otto...

Perle di saggezza popolare. Motti di spirito mordace. Disincanto.

Umanità sincera. L’abbiamo sorpreso intanto che versava nei barattoli il finocchio raccolto a Castel d’Asso. Non ha saputo dirci no. É un sogno che culla dentro da troppo tempo: "Se famo un libro io so’ contento, porca miseriaccia cane!"

Siede. Poggia il mento sul bastone. Socchiude gli occhi. A tratti sembra da un’altra parte. E invece. Quel suo sorriso affilato, sornione, trabocca di carisma. Ti chiama per nome. Racconta.

Uno scrigno. Tesori incalcolabili. Sotto i tuoi occhi sfilano storie, mestieri, cose, luoghi, sa¬peri, parole di una Viterbo (di un mondo) che non c’è più. Lunghi quanto il secolo appena trascorso: il secolo breve. E travagliato.

Così come travagliata è stata la sua vita.

L’adorata mamma Giovanna, innanzitutto. La proverbiale Caterinaccia, icona condivisa e indiscussa, per narrazioni e nostalgie, della Viterbo d’anteguerra. Una città paesana, dialettale, popolare.

Vivere in una grotte etrusca. La fame. I mille mestieri. Quel carretto del cartone che tutti riconoscevamo al volo, nella Viterbo anni Settanta: Alfiere dignitoso di una povertà ancestrale nei giorni della nuova Recessione (Pier Paolo Pasolini, ricordi?).

E poi, l’ardente sua passion predominante: i libri, tutto ciò che è cultura, dalla botanica all’astro¬nomia alla storia alla mitologia. I versi, soprattutto: da quelli, altissimi, di padre Dante agli umili e incantati versicoli delle sue poesie. L’incontro con i poeti a braccio tolfetani, all’osteria, nei giorni di fiera. La tentazione del canto improvvisato. Eccetera.

È veramente l’ultimo, Alfio. Isola sopravvissuta al cataclisma di un continente sprofondato.

Giammai macchietta, però. Testimone piuttosto, nel senso che voleva Primo Levi. Perché nelle sue storie c’è anche il senso di una rivendicazione: la tempra antifascista, la curiosità e l’entusiasmo dei giorni dell’occupazione di Valle Faul, l’amicizia fraterna con Peppe Sini, la te¬nerezza di padre per Luciano Bernabei. La sua improbabile candidatura a sindaco, invocata dai giovani amici del CSOA che lo condussero trionfalmente (in carriola, gioiosa giovanile gojjerìa) per le vie della città... qualche Santa Rosa fa...

Alfio Pannega primo cittadino di una Viterbo che non c’è ancora. Della città più bella e umana che tutti, insieme con lui, ci ostiniamo a desiderare.

L’intervista è stata registrata al
Centro Sociale Autogestito Valle Faul di Viterbo
nel mese di ottobre 2009
Gli interventi in corsivo nel testo sono dei curatori

IMMAGINI

5 Foto d'archivio
del mitico Alfio

Alfio e Carlo al FAUL

























Alfio e Carlo al C.S.O.A. Valle Faul - 1993 - Foto di Carlo Mascioli.



Alfio ai gioni nostri



























CSA Valle Faul - 2009 - Foto di Mario Onofri.



Alfio ai gioni nostri
































CSA Valle Faul - 2009 - Foto di Valentino Costa.



Potra di Valle Faul

























Potra di Valle Faul - Foto di Francesco Galli.



C.S.O.A. Valle Faul

























C.S.O.A. Valle Faul - 1993 - Foto di Massimo Vollaro.



BRANI TRATTI DAL LIBRO



tratto da "LA VITA"


PORCA MISERIACCIA CANE!

Io ciavrébbe coraggio de studià ancora

Ciò un libro de piante medicinali... allora pe’ ogni pianta ti spiega perché se chiama a quella maniera, dove cresce... da sempre so’ appassionato de piante....


Io ancora ciavrébbe coraggio, dio bono!, de studià ancora.


Io defatti ciò li libri. Ciò li libri, là... ciò ’na scòppola de libri così.


Ieri facevano ’na cosa sulla televisione, dico: "Guarda, quello è il pianeta Marte!"... l’ho riconosciuto, ce l’ho sul libro, ciò i pianeti della terra.


Poi dòppo ciò Leonardo da Vinci, co’ tutte le cose che ha fatto...


La storia e la mitologia poi... magari avécce un libro!... me piace... quella è tutta roba antica...


Io ce l’ho avuta tutta la Divina Commedia... quanno che sémo venuti di qua, non ho trovato più niente, la Divina Commedia ce l’avevo tutta completa... ce l’avevo... un volume così era... tutta illustrata coi disegni de Gustavo Dorè.


Inferno, Purgatorio o Paradiso so’ belli tutti, però... però... sull’Inferno ciò studiato de più, hai capito? Mó dovrebbe studià sul Purgatorio e il Paradiso... e poi me le ricordo tutte.


La conóscio perché l’ho letta... ho letto sui libri, ho letto... e ancora non me so’ stufato de lègge’...


Se famo un libro co’ tutte le poesie, io so’ contento, porca miseriaccia cane!





tratto da "LE POESIE"


VITERBO


Viterbo città etrusca e medioevale
con quanto amore ti voglio trattare
quando ai tempi delle famiglie rivali
i Gatti e i Tignosi, questa era Viterbo del ’200
ma anche oggi è uguale tra poveri e ricchi
c’è quello che si mangia la bistecca
e quello che non mangia manco l’insalata
perché i prezzi aumentano tutti i giorni
voglio proprio sapé come si può andare avanti
speriamo che le cose possano cambiare
per levarsi un po’ da questo affanno.


RASSEGNA STAMPA




raccolta degli articoli sul libro, ecc.





raccolta degli articoli sulla consegna della targa alla sala Regia del Comune


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La firma di Alfio


CREDITS



a cura di...

Antonello Ricci
Alfonso Prota
Valentino Costa


Trascrizioni di ...

Marco D'Aureli
Michela Benedetti


Fotografie di ...


Carlo Mascioli
Mario Onofri
Valentino Costa
Francesco Galli
Massimo Vollaro


Impaginazione di ...

Stefano Frateiacci

Foto di copertina di ...

Francesco Galli


si ringraziano ...

Centro Sociale Autogestito Valle Faul
Società Cooperativa S.T.A.F. ar.l.
Fabrizio Votta, Lella Biagi, Luciano Bernabei
Gigi Pacella, Peppe Sini


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